TOP Chef. Norbert Niederkofler del St. Hubertus

Nobert Niederkofler, nato nel 1961 a Luttago (Bz), un piccolo paesino sulle Dolomiti, già da piccolo era attratto da tutto ciò che si trovava all’esterno del piccolo hotel dei genitori, che accoglieva sciatori d’inverno e scalatori d’estate.  Amava raccogliere le bacche selvatiche, particolarmente profumate grazie al terreno vulcanico e pescare nei ruscelli di alta montagna. Pur amando profondamente il suo Alto Adige, Norbert decise di esplorare il mondo: “Volevo diventare uno chef, così avevo la possibilità di viaggiare, ero stanco di vedere ogni giorno le montagne del mio villaggio” racconta Norbert su lacucinaitaliana.it.

Dopo i suoi studi presso la scuola alberghiera in Germania, Norbert ha lavorato a Londra, Zurigo, Milano, per poi approdare da Eckart Witzigmann a Monaco, un grande chef, suo mentore da sempre. Eckart gli ha insegnato come rispettare la natura e i suoi prodotti raggiungendo la perfezione in cucina. Dopo 7 anni a Monaco si sposta a New York per imparare i segreti innovativi di David Bouley. Ed è proprio qui che comincia a formare il suo stile, ma come spesso succede, dopo un po’ di tempo il richiamo dei monti e dei profumi della sua terra è stato inevitabile.

Tutte queste esperienze percorrono la proposta gastronomica del ristorante St. Hubertus, in un’esplosione di sapori e odori che fanno riscoprire lo spirito delle montagne con suggestioni innovative, grande progetto di promozione e valorizzazione della gastronomia montana. La curiosità e la continua voglia di sperimentare dello chef Niederkofler regalano all’ospite un percorso di degustazione ricco di stimoli sensoriali grazie a piatti minimalisti proposti con tocchi artisti dalle note equilibrate e mai scontate. L’atmosfera del ristorante riflette lo spirito tirolese in un’accezione contemporanea che gli dona un’allure glamour.

Il St. Hubertus, tre stelle Michelin nel 2018, è quindi il palcoscenico dello chef, mente cucinante dell'hotel Rosa Alpina, il relais & château della famiglia Pizzinini sulla via principale di San Cassiano. Quattro locali e niente mezza pensione per gli ospiti, liberi così di scoprire la cucina di Niederkofler come di desinare in uno degli altri tre. Da qualche anno non c'è più la pizzeria perché il St. Hubertus è stato ampliato, splendono invece la Limonaia (cucina di mare), la Fondue Stube (fondute di formaggio o carne) e ilWine Bar & Grill con piatti di carne e verdura alla griglia. Ma è chiaro che le impronte più evidenti, Norbert le lascia nel St. Hubertus.

Nel 2000 arriva la prima stella Michelin. Questo successo del ristorante porta nel 2001 all'eliminazione della pizzeria e alla ristrutturazione del locale. I tavoli sono stati dislocati in maniera molto confortevole, lasciando uno spazio generoso tra l'uno e l'altro. In sala si trovano solamente nove tavoli, il "tavolo dello chef" in una saletta privata con una finestra verso la cucina e un tavolo più appartato vicino al camino aperto. Nel 2007, inoltre, il ristorante ha ricevuto anche la seconda stella Michelin.

Impressiona nella sua cucina, un sud-tirolese della Valle Aurina, valle che da Brunico sale verso nord in direzione opposta rispetto alla Badia, non tanto la conoscenza delle materie prime e la padronanza delle tecniche (che, sia chiaro, in Italia è sovente un optional), quanto l'allegria e il garbo delle presentazioni, a volte anche l'ironia con cui capovolge una certezza (identitagolose.it).

Riconoscimenti:

  • Guida Michelin 2000: 1. stella Michelin
  • "3 Forchette" Gambero Rosso 2004, 2005, 2006, 2007 (90 punti); 2012 (91 punti), 2013 (92 punti)
  • Guida Michelin 2007: 2. stella Michelin, confermate anche nel 2008, 2009, 2010, 2011, 2012
  • Grand Chef Relais & Châteaux - Norbert Niederkofler: dal 2008
  • GaultMillau Südtirol2012: 4 "Hauben" con 19 punti (su 20 possibili)
  • Guida dell'Espresso 2012: 17,5 punti
  • "3 Forchette" Gambero Rosso 2013 e 2014: 92 punti
  • Guida Dell'Espresso 2014: 18,5 punti
  • Guida Michelin 2018: 3. stella Michelin

Commenti

Manifesto

Manifesto

Divulghiamo e sosteniamo il gusto, un nuovo gusto ma anche un vecchio gusto che va custodito. Nessun atteggiamento raffinato e/o altezzoso ma SNOB inteso come ricerca, sensazioni, qualitÓ, essenza del gusto.

Seguici

Tags