L'esperienza gastronomica made in Italy da Cambiamenti

L'esperienza gastronomica made in Italy da Cambiamenti

Si sà... a Roma si è un pò pigri. In effetti la città non aiuta con le sue lunghe distanze, il suo traffico, i suoi limiti, l'enorme offerta, la sua atavica lentezza nel recepire i cambiamenti! Mah... ho detto Cambiamenti?

Tra un sussurro, un consiglio ed una attività social divertente ho conosciuto questo piccolo, raccolto, delizioso ristorante - Cambiamenti - in zona Furio Camillo, tra l'Appia e la Tuscolana.
Entri, ti accomodi e non esci più! Federico e Federico, giovani, ex compagni di scuola: uno è chef, l’altro gestisce la piccola sala con soli 20 coperti; uno sembra il gigante buono delle favole, l'altro il folletto sempre delle favole. Nel curriculum di entrambi, tra le varie esperienze in Italia e all’estero, spiccano quelle al fianco di Heinz Beck, a La Pergola e a Londra.

L’ambiente è caratterizzato da luci soffuse e arredamento moderno: legno chiaro, sedie trasparenti in plastica, tavoli scuri con intarsi geometrici verdi. Cambiamenti non si vuole etichettare ristorante biologico, vegano o vegetariano, ma semplicemente un luogo in cui venire a degustare prodotti veri, selezionati personalmente con cura e dedizione, andando a cogliere il connubio perfetto tra natura e uomo. Una visione rispettosa dell’ambiente e attenta alla stagionalità, che utilizza esclusivamente materie prime italiane e grazie alla tecnica e alla passione ti avvolgono in questo viaggio nel gusto.

La carta è snella: pochi piatti, dall’antipasto al dolce, e nel complesso un solo piatto a base di carne. Menù che segue le stagioni e scelta delle materie prime che tende ad accorciare il più possibile le distanze coi fornitori: tutte piccole realtà artigianali, se possibile anche nella carta di vini. Due i percorsi di degustazione da quattro o sette assaggi rispettivamente a 35 e 50 euro. In ogni caso c'è Federico in sala che, con dovizia di particolari, ti spiega l'intera storia del piatto, dalla materia prima, al passaggio in cucina, fino alle tue pupille gustative.

Ovviamente ho fatto il percorso da 7 assaggi. Che poi... li vogliamo chiamare proprio assaggi? Io al sesto stavo già più che bene fino a quando non è arrivata lei... l'elisir dell'amore... il frutto proibito nel giardino dell'Eden... il dessert Miele, camomilla e rosmarino, ribattezzato Winner Taco (se lo ricorderanno coloro che come me andavano a comprare i gelati e li pagavano in lire). Vabbè sta di fatto che per il Winner Taco son tornato una seconda volta; questa volta anche per sfruttare il cambio di stagione e quindi il cambio di menù.

Un solo, dritto, giudizio: leggero, semplice e gustoso, ma quella semplicità mai banale che dici... ma perchè non ci ho pensato io?

Gli ingredienti così apparentemente semplici, a volte quasi poveri, ritrovano e riscoprono una dignità ed un carattere maestoso grazie alla cucina ma anche alla filosofia che ci sta dietro. I due Federico sono attenti ai temi dell’ambiente e dell’agricoltura: la filiera corta certo, ovviamente la stagionalità, ma anche una grande sensibilità nei confronti degli animali. Non si tratta solo della riduzione della carne, ma anche della scelta di formaggi da allevamenti allo stato brado e di prodotti ittici da pesca sostenibile.

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