Microgreens... anche a casa

Microgreens... anche a casa

Avevo già parlato in passato di una startup che ha utilizzato la teconologia per permettere la creazione di un orticello in casa.

Stiamo parlando dei microgreens (o microinsalatine), giovani vegetali (ortaggi ed erbe aromatiche) raccolti ad uno stadio poco più avanzato della maturazione rispetto ai classici germogli. Oltre che sani sono estremamente saporiti e semplicissimi da coltivare anche per chi non ha alcuna esperienza in agricoltura. Un aspetto che rende unici e caratteristici i micro-ortaggi sia dal punto di vista gastronomico che da quello nutrizionale, è la varietà di prodotti, forme, sapori e colori che potrai trovare.

Senza ricorrere alla tecnologia, possiamo coltivare in casa le microgreens seguendo alcuni pratici e semplici consigli

Dove?

In contenitori come vaschette o vassoi preferibilmente di materiale plastico. L’altezza non deve superare i 5 cm per permettere sia alle radici delle giovani piante di trovare l’acqua facilmente e per esporre le piantine in piena luce. Inoltre è necessario lasciare un margine di circa un 1 cm tra il substrato e il margine del contenitore per evitare la fuoriuscita dell’acqua nel momento dell’irrigazione. Il fondo dei contenitori dovrà essere forato.

Substrato

Il substrato è fondamentale ma, tralasciando i dettagli chimici e biologici, vi dico che il terriccio che si compra è già pronto all'uso. Solitamente la particolare composizione garantisce una miscela soffice, molto porosa, ideale per favorire la germinazione dei piccoli semi. 

Semi

Per produzione di micro-ortaggi è consigliato usare semi di qualità e di orgine biologica. Per minimizzare i rischi di contaminazione microbiologica è consigliato provvedere al lavaggio dei semi prima del loro utilizzo per eliminare eventuali impurità ed evitare problemi durante la germinazione.

Le specie più comuni di ortaggi usate per la produzione di questo prodotto sono:

  • Amaranthaceae: spinaci, bietola;
  • Apiaceae: sedano, carota, finocchio;
  • Asteraceae: radicchio, scarola, lattuga, cicoria;
  • Cruciferae: cavolfiore, cavolo broccolo e cappuccio, cavolo cinese, verza, cime di rapa, crescione, ravanello, rucola, senape;
  • Aglio, cipolla e porro;
  • Melone, cetriolo e zucca;
  • Leguminose: erba medica, fagiolo, fagiolino, fava, piselli, lenticchie;
  • Erbe aromatiche: cumino, basilico, coriandolo, erba cipollina;
  • Grano tenero e duro, avena, mais, orzo, riso e quinoa.

Semina

La semina generalmente si effettua distribuendo manualmente i semi sulla superficie del substrato. La germinazione deve avvenire in assenza di luce, con temperature idonea alla specie (15-20 °C). Per la produzione dei micro-ortaggi il seme non ha bisogno di essere posto in profondità, anche per evitare che nel corso della germinazione il germoglio sia sporcato dallo stesso substrato di coltivazione. Tuttavia, durante questa fase, il seme deve essere mantenuto umido, per facilitare la completa germinazione; perciò per un periodo di due o tre giorni dopo la semina, le vaschette di coltivazione possono essere coperti, senza toccare i semi, utilizzando ad esempio un film plastico nero, con l’obiettivo di aumentare la temperatura e quindi la velocità di germinazione e mantenere condizioni di elevata umidità nell’ambiente di germinazione. Una volta avvenuta la germinazione, la copertura deve essere rimossa.

Aumentando la densità di semina si riduce il peso medio delle singole piantine e si favorisce l’allungamento degli steli.

Irrigazione

Durante la fase di germinazione è consigliabile utilizzare dei nebulizzatori, mentre una volta che le piantine saranno spuntate dalla terra e iniziato a aprire le prime foglie è preferibile irrigare dal basso, sul substrato di coltivazione. Questo evita di bagnare direttamente i giovani germogli che oltre ad essere estremamente delicati, sono facilmente attaccabili da varie malattie fungine.

Raccolta

A seconda delle varietà, il ciclo di coltivazione dei micro-ortaggi può durare da 7 a 21 giorni, dopo la germinazione. La raccolta può essere effettuata manualmente con delle forbici o una lama, tagliando le piantine a pochi millimetri dalla superficie.

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